Scup occupa un altro stabile. Giusta risposta allo sgombero

Dopo lo sgombero di questa mattina, ha preso vita una nuova occupazione, a pochi passi dallo stabile di Via Nola. È la giusta risposta che gli occupanti di Scup, assieme a altre centinaia di persone, hanno immediatamente dato all'amministrazione comunale. Le dichiarazioni impacciate degli esponenti del centrodestra cittadino per giustificare l'azione della polizia che nella mattinata ha sgomberato Scup, tradiscono un certo imbarazzo: quando cittadini si riprendono uno spazio sottraendolo alla speculazione dei privati, ci allestiscono una palestra popolare aperta e frequentata da tutto il quartiere, trasformano spazi abbandonati in luoghi aperti alla socialità e alla cultura, è molto difficile coprirsi con i discorsi vuoti sulla legalità. Qui il problema è la difesa degli interessi di chi vuole privatizzare la città per fare profitti, contro coloro che vogliono appropriarsi di spazi pubblici per riconsegnarli alla cittadinanza. Farebbe bene il centrodestra a dire da che parte sta, senza girarci troppo intorno. Occupare un nuovo spazio è la legittima risposta di chi non vuole rassegnarsi al saccheggio degli spazi pubblici. Dopo la grande manifestazione dello scorso sabato contro il piano di svendita della città ai privati, la giornata di oggi manda un segnale inequivocabile a chi vuole affrontare la campagna elettorale a colpi di sgomberi. Andrea Alzetta

Bloccato il regalo di Natale di Alemanno per Casa Pound

L'opposizione capitolina è riuscita a bloccare l'acquisto, da parte del Comune di Roma, dell'immobile di Via Napoleone III occupato dal gruppo neofascista Casa Pound. Questa ignobile ed incredibile operazione, voluta dal Sindaco Alemanno e dalla sua Giunta, era già stata oggetto di denunce e di proteste da parte di numerose realtà della cittadinanza romana.
L'acquisto dell'immobile da parte del Comune, infatti, era destinato ad un gruppo di dichiarata ispirazione neofascista, responsabile negli ultimi anni, oltre che della promozione di una cultura razzista e autoritaria, di innumerevoli aggressioni nei confronti di studenti, militanti politici e rappresentanti delle istituzioni.

La liberta' non si paga

Nella città di Roma il diritto a manifestare continua ad essere sotto attacco. Questa volta con strumenti nuovi e non meno insidiosi. In questi giorni, infatti, a decine di persone che avevano manifestato lo scorso 27 ottobre nel corteo "No Monti Day" sono state recapitate lettere nelle quali si comunicano salatissime sanzioni amministrative per un presunto "blocco del traffico". In realtà, ciò che viene contestato con un provvedimento di natura amministrativa, è una vera e propria manifestazione pubblica che in quella giornata aveva coinvolto decine di migliaia di persone contro le politiche economiche del Governo Monti. Questi provvedimenti si aggiungono alle numerose misure che proprio in questi giorni stanno minando la libera espressione del dissenso

Chi di welfare distruttivo ferisce, di welfare comunitario perisce

L'occupazione di Valle fiorita è la risposta della gente comune che dal basso ricostruisce il welfare negato dalle privatizzazioni e dalle spaculazioni, questo infatti voleva fare il proprietario della struttura che dopo aver guadagnato milioni in doldi pubblici senza rischio di impresa, vuole ora speculare chiedendo la riconversione della struttura in edilizia privata. Valle Fiorita era svuotata di ogni suppellettile, non c'erano letti contrariamente a quanto dice Milioni, il piano terra era murato segno che era destinata a restare vuota ed abbandonata per molto tempo

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