Alzetta: "Casa? È nei residence che finiscono fiumi di denari"
Per il consigliere capitolino di Sinistra Arcobaleno la questione casa è lontana da una soluzione definitiva. "La verità è che per risolvere l’emergenza abitativa c’è il nulla”.
“Il piano casa non rappresenta una soluzione al problema, di housing sociale e affitti calmierati non si parla neppure. L’unica strada sembra quella dei residence dove finiscono fiumi di denaro. La verità è che per risolvere l’emergenza abitativa c’è il nulla”. Per il consigliere capitolino di Sinistra Arcobaleno, Andrea Alzetta, la questione casa è lontana da una soluzione definitiva.
“Il piano casa non rappresenta una soluzione al problema, di housing sociale e affitti calmierati non si parla neppure. L’unica strada sembra quella dei residence dove finiscono fiumi di denaro. La verità è che per risolvere l’emergenza abitativa c’è il nulla”. Per il consigliere capitolino di Sinistra Arcobaleno, Andrea Alzetta, la questione casa è lontana da una soluzione definitiva.
Perché il modello emergenziale diventa prassi?
“Prima Veltroni aveva fatto degli accordi con i privati, Alemanno ha proseguito su questa strada e nessuno si è preoccupato di pensare delle politiche abitative per risolvere l’emergenza e lo dimostra il fatto che in questi quattro anni sono state costruite solo 600 case di edilizia residenziale pubblica”.
In dieci anni il Comune aveva preventivato una spesa di 170 milioni di euro.
“Lo scandalo non riguarda tanto le somme investite in questi anni, quanto il fatto che con molte probabilità, nel maggio del 2012, non saranno rinnovate alcune convenzioni e così, in piena campagna elettorale, molte famiglie si troveranno per strada”.
Quante persone si troveranno senza una casa dopo l’esperienza del residence?
“Il numero preciso è difficile da stabilire, so per certo che per ora sei contratti non sono stati o non verranno rinnovati. Con il rischio di trasformare Roma nella capitale dell’emergenza abitativa con un disagio sociale enorme”.
Con questo sistema chi ci guadagna?
“Il problema è che all’inizio di questa vicenda, il Comune si è trovato sotto ricatto per l’esplosione dell’emergenza e in tanti ne hanno approfittato presentando dei conti molto più onerosi rispetto ai servizi effettivamente offerti”.
L’amministrazione ha mai provato a contenere le spese?
“No. Il Comune non ha mai neanche provato a intavolare una trattativa e questo è un atteggiamento irresponsabile”.
Con queste somme quante famiglie avrebbero avuto una casa?
“Se fossero messe in conto capitale invece che in spesa corrente, con la possibilità per il Comune di costruire a 1200 euro al metro quadro, si sarebbero avuti migliaia di appartamenti di edilizia residenziale pubblica. Con un piccolo passo avanti verso la soluzione del problema”.