Fitoussi - Saprà muoversi con la Merkel per unire iniziative di crescita al rigore

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Fitoussi - Saprà muoversi con la Merkel per unire iniziative di crescita al rigore L´economista: “La misura più importante sarà rinegoziare il Fiscal compact per renderlo meno vincolante”.
«Ricordiamoci che non basta un uomo per cambiare la storia dell´Europa. Non ci aspettiamo un miracolo: però ora abbiamo una speranza». Jean-Paul Fitoussi, l´economista che dalla sua base parigina di SciencesPo segue più di chiunque altro le vicende europee, controlla a malapena la soddisfazione. «La misura più importante che ci aspettiamo da Hollande è la rinegoziazione del Fiscal compact per renderlo meno vincolante. Qui si giocherà la partita. Hollande saprà muoversi con attenzione».Adesso che ha vinto il candidato socialista non c´è pericolo che vada a finire come dopo la vittoria di Mitterrand nel 1981, quando la Borsa di Parigi perse il 17% in una settimana?
«Hollande ha due strade: ribaltare il tavolo e rimettere in discussione il trattato prima che venga ratificato dai Parlamenti, oppure avallare l´atto politico dell´approvazione di tutti i Paesi per non turbare troppo gli equilibri, affiancandogli però un´iniziativa di crescita. Realisticamente, questa sarà la strada, per non impostare subito con tensione i rapporti con la Merkel. E anche, è vero, per non gettare incertezza sui mercati, che sono imprevedibili ma attaccano se vedono segnali di debolezza: l´importante è evitarli».Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha già detto che Berlino è pronta a lavorare insieme per la crescita. Cosa dobbiamo aspettarci?
«Intanto gli eurobond, la vera partita di scambio. Dal primo giorno di validità del Fiscal compact, Hollande vuole che partano i titoli comunitari, e ora si può sperare che la Merkel rimuova il veto. Poi, i project bond: si tratta di rivitalizzare la Banca europea degli investimenti, ricapitalizzarla e portarla a finanziare singoli progetti di sviluppo nei vari Paesi. La Bei esiste da sempre: rilanciarla è una scelta politica e Hollande la farà. Infine, la Bce».La questione più complicata…
«Certo, ora però può cominciare il cammino per trasformare la banca in lender of last resort vincendo il nucleo duro della Bundesbank: deve prestare denaro ai Paesi comprando titoli all´emissione e non più sul mercato secondario come fa ora, peraltro con un´interpretazione forzata dei trattati che rischia di non reggere. Alla Bce va dato pieno titolo e autorità per acquisti su tutta la linea. L´inflazione non è un pericolo, comunque ci sono a Francoforte tecnici in grado di tenerla sotto controllo. Si dice che la Bce deve tutelare le banche: bene, sostenendo i corsi dei titoli di Stato tutela la solidità patrimoniale degli istituti».Quali altri punti la convincono del programma di Hollande?
«Sicuramente la riforma fiscale per rendere le tasse più progressive, insomma far pagare di più ai ricchi. E poi l´iniziativa nella scuola con l´assunzione di 60mila insegnanti: gli investimenti sul capitale umano sono cruciali per ridare speranza, e poi è un colpo alla disoccupazione. I fondi? Vedrete, ci sono: deriveranno dalla riforma fiscale ma soprattutto dallo sviluppo che sarà promosso con tutte le iniziative europee». di Eugenio OccorsioTratto da La Repubblica 7 maggio 2012

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