La Terza Repubblica è servita
Il governo di Napolitano ha deciso di fare della mazzata contro
lo “Statuto dei lavoratori” il forcipe per dare alla luce la Terza
Repubblica. L’articolo 18 è un puro pretesto. Costituisce il baluardo
residuo per la dignità del lavoratore, e per questo va difeso con
adamantina intransigenza da ogni persona civile, ma i suoi effetti
pratici sono da tempo irrisori. Perché allora il governo ne fa
una questione ultimativa, di battaglia campale? Perché vuole vincerla
apparendo sfacciatamente il “governo dei padroni”, quando tutti i
governi dei padroni hanno sempre cercato di dissimulare la propria
natura di classe? Perché lo scopo è esattamente questo: umiliare e
distruggere quanto resta in Italia di sindacato non americanizzato, non
subalterno, non “sindacato giallo”.La prima e vituperanda
Repubblica, dall’egemonia democristiana al Caf, lasciava sopravvivere
due vestigia comunque positive: forze sindacali riconosciute come
soggetti di concertazione, e la logica sacrosanta dell’arco
costituzionale. Quest’ultima è stata abbattuta dal berlusconismo, talché
i Gasparri, i La Russa e altri Santanchè sono stati legittimati come
parte della vita pubblica e civile, benché il loro mood neo-ex-post
fascista resti quello dell’odio per la democrazia nata dalla Resistenza.
La prima verrà archiviata ora, se lo sciopero generale proclamato
dalla Camusso non vorrà trasformarsi in un nuovo Circo Massimo di
rivolta morale nazionale, in cui la Cgil chiami a raccolta accanto ai
lavoratori tutte le energie della società civile refrattaria al pensiero
unico.Altrimenti andrà in porto la Terza Repubblica: dal
nuovo “arco costituzionale” (che della Costituzione calpesterà non pochi
articoli, a partire dal “...fondata sul lavoro”) saranno banditi, come
se avessero qualcosa di comune e paragonabile, tanto gli spurghi di
razzismo e secessionismo della Lega quanto la volontà di realizzare la
Costituzione delle forze che ancora invocano “giustizia e libertà”: Sel,
Idv, la minoranza del Pd che non si piegherà alla cura Napolitano, e
soprattutto settori sindacali e società civile. Legittimato
resterà solo il corpaccione di una mega neo-Dc, più che mai monopolista
dei media e più che mai golosa di leggi ad personam e di “basta col
concorso esterno”, da Casini ad Alfano (col Putin di Arcore gongolante
sullo sfondo). Di cui l’attacco all’articolo 18 è la perfetta
conseguenza. Il regresso è servito.Tratto da Il Fatto quotidiano 23 marzo 2012