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Roma in Action

Scritto da Chicco on .

Nasce il gruppo consiliare ROMA IN ACTION. Uno spazio per sperimentare l'autogoverno dei cittadini
La sinistra l'arcobaleno non esiste più, anzi non è mai esistita. E' subito deflagrata sotto il peso della sconfitta elettorale.
I partiti della Sinistra sono stati percepiti come un ceto burocratico e distante, per giunta inutile. Hanno abbracciato l'idea della politica come mera amministrazione dell'esistente dentro le istituzioni, in cui tutto ruota attorno agli appuntamenti elettorali.
Sono rimasti schiacciati dalla loro stessa concezione retrograda e suicida.
Da una parte, hanno accettato una posizione di totale subalternità rispetto alle forze moderate, più consistenti elettoralmente, senza mai riuscire ad imporre riforme avanzate. Dall'altra, hanno vissuto il rapporto con i movimenti e la società civile sempre in termini strumentali.
I movimenti sono stati concepiti come i "figli di un Dio minore" a cui appaltare le lotte sociali, riservando con arroganza solo ai Partiti il ruolo di presentare idee e proposte complessive.
Ma la società non gli accorda più fiducia.
Ciononostante, i Partiti della sinistra continuano a perpetrare gli stessi errori, concentrano tutto sulla prossima competizione elettorale, proponendo fusioni tra ceti dirigenti e soluzioni identitarie.
La verità è che i partiti, compresi quelli della sinistra, da tempo non sono più associazioni di cittadini, ma corporazioni di professionisti che gestiscono agenzie parastatali.
A Roma la sconfitta della sinistra istituzionale ha consegnato un panorama totalmente inedito.
Al Comune e nei Municipi X e III, sono stati eletti, primi in lista, rispettivamente Andrea Alzetta, Rino Fabiano e Cristiana Cortesi, attivisti di Action.
Come è accaduto a Vicenza con l'affermazione della lista dei no dal molin, anche a Roma il muro della rappresentanza è stato infranto da realtà che sono espressione di lotte sociali concrete.
E' il segnale di come la sinistra – ammesso che questo termine abbia ancora un significato – conserva una funzione se produce conflitti, legami sociali, comunità territoriali; se è in grado di impattare le contraddizioni presenti sui territori, sfuggendo slogan semplicistici, derive identitarie e facili buonismi.
Action intende cogliere questo segnale e lanciare una sfida nella città.
Nasce Roma in Action, il nuovo gruppo nel consiglio comunale e nei Municipi X e III.
Ci tiriamo fuori dal balletto delle elezioni europee, non aderiamo a nessuna aggregazione espressione di una fusione a freddo dei ceti dirigenti, non ci trinceriamo dietro i simboli.
Preferiamo ricominciare dalle domande, sapendo di non avere la soluzione in tasca.
Partiamo da Roma.
Perché le contraddizioni globali e le conseguenze della crisi del neoliberismo precipitano nelle metropoli e da qui vanno dipanate.
Siamo convinti che per conquistare diritti sociali e civili, difendere i beni comuni, contrastare la destra di Alemanno e i poteri forti, sia necessario valorizzare conflitti, vertenze, forme di mutualismo e intellettualità, sperimentando l' autogoverno dei cittadini e istituzioni sociali.
Forme ibride che rispondano alla crisi della rappresentanza riportando il baricentro dentro la società, indagando forme inedite di partecipazione politica, che tentino di superare la rigida contrapposizione tra autonomia della politica e autonomia del sociale, inadeguata a leggere la complessità del presente.
Sappiamo che Action - intesa come rete di centri sociali e movimento di lotta per il diritto all'abitare - non basta. Lasciamo la supponenza ai Partiti che hanno rifiutato un rapporto paritario con la società.
Roma in Action non è un partito ma mira ad essere strumento di un processo più ampio. Un progetto " a tempo", uno spazio a disposizione della città, dove action sia solo una piccola parte, alla pari con altri.
Maggio 2009

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