“Non disturbare il manovratore!” Il governo tecnico non tollera il dissenso.
Questo è il messaggio che questure, procure e forze dell'ordine(?) devono far arrivare forte e chiaro in ogni dove. Che sia un presidio in difesa del posto di lavoro e dei propri diritti, un corteo contro la devastazione del territorio, contro le nocività e per una gestione del territorio che sia reale espressione della volontà di chi lo abita, o sia una piazza di manifestanti che non vogliono cedere ai ricatti di banchieri e governanti compiacenti che impongono politiche di austerità e tagli al welfare per sopperire a falle strutturali di un sistema economico ormai al collasso poco conta. Il messaggio è univoco. La democrazia e lo stato di diritto possono attendere tempi migliori ora si fa così , come dice l'Europa.
Qualche giorno fa la procura di Roma ha deciso la somministrazione di misure cautelari restrittive della libertà personale a cinque dei sette denunciati per la manifestazione del 14 Settembre 2011 a Roma, indetta contro le manovre economiche dell'ormai moribondo governo Berlusconi.
E' bene ricordare che, proprio con quella manovra, si è inaugurato il nuovo corso dei diktat europei volti a sacrificare il welfare sull'altare dei mercati e dei finanzieri. E sempre in quella occasione veniva rinnegato il risultato referendario del 12 giugno. Le mobilitazioni di settembre 2011 e quelle successive hanno tentato di porre al centro del dibattito politico del paese Italia e dell'Europa la difesa della democrazia e dei beni comuni sotto attacco, ma nessuna risposta è arrivata dalla politica mentre giunge invece una risposta a dir poco scomposta dalla magistratura.
Lo stesso vale per le misure applicate ai tanti e tante NO TAV per i fatti del 3 Luglio in Val Susa; e per le cariche e l'arresto dello studente di 17 anni fermato lo scorso sabato 14 aprile a margine del corteo NO INC contro la costruzione dell'inceneritore ad Albano con identificazioni a tappeto per le vie della città, solo per fare alcuni esempi.
E quindi accade che vengono chiusi tutti gli spazi di agibilità politica per coloro che provano a trovare vie d'uscita da questa crisi, non solo economica ma democratica, con forme che discordano dalle linee guida propinate da un governo illegittimo diretta emanazione di quei poteri forti che la crisi l'hanno creata e che adesso vorrebbero farci guarire da questo male curandoci con il male stesso.
Qualche settimana fa sono giunte le assoluzioni per i 39 imputati di rapina pluriaggravata per la manifestazione contro il carovita tenuta all'iper mercato Panorma nel 2004. Un'assoluzione con formula piena da un'accusa assurda, che dimostra come alcune iniziative delle Procure di contrasto alle mobilitazioni sociali abbiano come effetto di "tarpare le ali" ad iniziative di dissenso determinate e democratiche, fermando la discussione politica nel merito e frenando l'avanzamento del diritto e dei diritti.
La stessa cosa avviene quando si risponde con gli sgomberi a coloro che si organizzano occupando stabili in stato d'abbandono e destinati a diventare l'ennesima speculazione edilizia di questa città, invece di mettere un argine all' emergenza abitativa e alla carenza di spazi sociali.
In questo Paese si denunciano gli Aquilani invece di mettere in sicurezza il territorio.
Si denunciano i movimenti contro le discariche ma non si ragiona di strategie alternative per il problema dei rifiuti e dell'impatto ambientale.
Si picchiano i precari, i lavoratori, i disoccupati che denunciano condizioni di lavoro inumane e sottopagate mentre il governo vara leggi che renderanno il lavoro ancora più instabile e consegneranno i lavoratori alla mercè dei padroni/imprenditori.
Mentre la recessione brucia risorse e vite, nelle commissioni giustizia del parlamento approdano proposte di inasprimento delle pene per alcuni reati e la reintroduzione di fattispecie di reato nel codice penale che altro non punirebbero se non i movimenti che in questi mesi ed anni si sono opposti allo strapotere della finanza e della speculazione.
Proprio per questo pensiamo che un confronto in merito tra movimenti, sindacati e forze politiche sia utile per evitare che i processi vadano avanti nel silenzio creando le condizioni per arretramenti civili e politici, e per riportare al centro della discussione i temi della democrazia e della difesa dei beni comuni.
Assemblea pubblica Venerdì 27 Aprile ore 18:30 Sala Vittorio Arrigoni ex Cinema Palazzo
Per la libertà di movimento, i compagni e le compagne liberi/e tra noi
ACTIon diritti in movimento
Qualche giorno fa la procura di Roma ha deciso la somministrazione di misure cautelari restrittive della libertà personale a cinque dei sette denunciati per la manifestazione del 14 Settembre 2011 a Roma, indetta contro le manovre economiche dell'ormai moribondo governo Berlusconi.
E' bene ricordare che, proprio con quella manovra, si è inaugurato il nuovo corso dei diktat europei volti a sacrificare il welfare sull'altare dei mercati e dei finanzieri. E sempre in quella occasione veniva rinnegato il risultato referendario del 12 giugno. Le mobilitazioni di settembre 2011 e quelle successive hanno tentato di porre al centro del dibattito politico del paese Italia e dell'Europa la difesa della democrazia e dei beni comuni sotto attacco, ma nessuna risposta è arrivata dalla politica mentre giunge invece una risposta a dir poco scomposta dalla magistratura.
Lo stesso vale per le misure applicate ai tanti e tante NO TAV per i fatti del 3 Luglio in Val Susa; e per le cariche e l'arresto dello studente di 17 anni fermato lo scorso sabato 14 aprile a margine del corteo NO INC contro la costruzione dell'inceneritore ad Albano con identificazioni a tappeto per le vie della città, solo per fare alcuni esempi.
E quindi accade che vengono chiusi tutti gli spazi di agibilità politica per coloro che provano a trovare vie d'uscita da questa crisi, non solo economica ma democratica, con forme che discordano dalle linee guida propinate da un governo illegittimo diretta emanazione di quei poteri forti che la crisi l'hanno creata e che adesso vorrebbero farci guarire da questo male curandoci con il male stesso.
Qualche settimana fa sono giunte le assoluzioni per i 39 imputati di rapina pluriaggravata per la manifestazione contro il carovita tenuta all'iper mercato Panorma nel 2004. Un'assoluzione con formula piena da un'accusa assurda, che dimostra come alcune iniziative delle Procure di contrasto alle mobilitazioni sociali abbiano come effetto di "tarpare le ali" ad iniziative di dissenso determinate e democratiche, fermando la discussione politica nel merito e frenando l'avanzamento del diritto e dei diritti.
La stessa cosa avviene quando si risponde con gli sgomberi a coloro che si organizzano occupando stabili in stato d'abbandono e destinati a diventare l'ennesima speculazione edilizia di questa città, invece di mettere un argine all' emergenza abitativa e alla carenza di spazi sociali.
In questo Paese si denunciano gli Aquilani invece di mettere in sicurezza il territorio.
Si denunciano i movimenti contro le discariche ma non si ragiona di strategie alternative per il problema dei rifiuti e dell'impatto ambientale.
Si picchiano i precari, i lavoratori, i disoccupati che denunciano condizioni di lavoro inumane e sottopagate mentre il governo vara leggi che renderanno il lavoro ancora più instabile e consegneranno i lavoratori alla mercè dei padroni/imprenditori.
Mentre la recessione brucia risorse e vite, nelle commissioni giustizia del parlamento approdano proposte di inasprimento delle pene per alcuni reati e la reintroduzione di fattispecie di reato nel codice penale che altro non punirebbero se non i movimenti che in questi mesi ed anni si sono opposti allo strapotere della finanza e della speculazione.
Proprio per questo pensiamo che un confronto in merito tra movimenti, sindacati e forze politiche sia utile per evitare che i processi vadano avanti nel silenzio creando le condizioni per arretramenti civili e politici, e per riportare al centro della discussione i temi della democrazia e della difesa dei beni comuni.
Assemblea pubblica Venerdì 27 Aprile ore 18:30 Sala Vittorio Arrigoni ex Cinema Palazzo
Per la libertà di movimento, i compagni e le compagne liberi/e tra noi
ACTIon diritti in movimento