Non siamo in vendita, per un'alternativa a tagli e privatizzazioni

di Alberto Lucarelli, Gianfranco Bettin*
Non è stata sufficiente l’inedita manifestazione degli amministratori locali per le strade di Milano il 29 agosto scorso, né il primo “sciopero” dei sindaci, giovedì 15 settembre, contro i micidiali effetti della manovra governativa per le autonomie locali: tagli, ancora tagli nei trasferimenti a Comuni e Regioni e un ulteriore irrigidimento dei criteri del Patto di stabilità interno.
Sono drammatiche le prevedibilissime conseguenze sociali dell'operazione, approvata dal Parlamento più delegittimato dell’intera storia repubblicana: riduzione dei servizi offerti ai cittadini (dai trasporti pubblici al welfare) e contrazione della capacità di stimolare investimenti.

E mò basta..Costruiamo l’Alternativa!

Il diritto all'Abitare non è un privilegio!
Non si può più convivere con l’emarginazione, il dramma degli sfratti non può più essere nascosto sotto il tappeto come vogliono fare gli amministratori di questa città. Gli sfratti per morosità sono l’85% del totale, conseguenza della crisi economica provocata dai nostri politici, dalle banche e dai poteri economici. Gli inquilini non ricevono nessuna tutela e nell’assenza totale dello stato, si trovano con le spalle al muro. Per gli sfratti per finita locazione l’unica soluzione trovata dal governo è la proroga, più un antidolorifico che una cura, che posticipa il problema ma non lo risolve.

Costruiamo l'Alternativa, la mozione conlusiva

ASSEMBLEA COSTRUIAMO L'ALTERNATIVATINA, "There Is No Alternative" (come diceva la Thatcher negli anni '80), "non c'è alternativa": questa sembra essere la logica autoritaria che le élite finanziarie e la BCE impongono all'agenda di tutti i governi europei, di centrodestra e di centrosinistra. Non c'è alternativa – questo ci dicono - alle politiche di austerity per uscire dalla crisi. È ormai sotto gli occhi di tutti l'incapacità dei governi europei, di fatto commissariati, di proporre soluzioni diverse dalle solite ricette neoliberiste: tagli, austerity, privatizzazioni, aumento del tasso di sfruttamento.
La crisi economica globale ha subito negli ultimi mesi una nuova violenta accelerazione, le cui conseguenze sono scaricate sulla vita degli uomini e delle donne. 

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