Assemblea pubblica sulla questione degli enti previdenziali

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Gli immobili non sono solo mattoni: per gli speculatori diventano titoli immobiliari e profitti, per chi lotta per il diritto alla casa sono sudore, vita, persone. Mercoledi' 30 maggio ore 17.00 presso la sede della provincia via iv novembre, 119/a
Sono alcuni anni che lottiamo per affermare il diritto alla casa dentro il mondo degli Enti Previdenziali. Si tratta di immobili pubblici, posti a suo tempo a garanzia delle prestazioni previdenziali e poi cartolarizzati.
Si è trattato di un grande affare speculativo: si creò una società veicolo finta (SCIP), cui gli immobili venivano conferiti. La SCIP, però, non cacciava un euro (né poteva farlo, aveva un capitale sociale di 10.000 euro). Emetteva obbligazioni, valutate sulla base del valore degli immobili, garantite dallo Stato. Solo che ha fatto un "piccolo errore": ha emesso obbligazioni per un valore superiore ai ricavi e pertanto si è esposta nei confronti degli investitori. Il garante, cioè lo Stato è intervenuto: ha pagato i debiti, mentre i profitti se ne erano già andati via, 1 miliardo e 700 milioni di euro.
La Corte dei Conti, con il suo linguaggio pudico l'ha definita "sovracollateralizzazione", affermando testualmente: "Nel caso degli immobili pubblici, le garanzie di diritto o di fatto accordate all'acquirente società veicolo, sono stati tali da mantenere il rischio al cedente".
Siamo al 2001, al primo grande scandalo del nuovo secolo !
Intanto, a causa di una gestione a dir poco distratta, venivano assegnate case di pregio a personaggi che per reddito e condizioni sociale non ne avevano certo bisogno, per poi vederle cedute con sconti e tutele. Il caso del Ministro Patroni Griffi e di una delle sue abitazioni al Colosseo, è solo uno degli esempi che si potrebbero fare.
Una storia del passato ? No una storia allucinante del presente.
Ci sono ancora 10.000 famiglie a Roma, regolari inquilini, che vivono in abitazioni di questi enti, oggi tutti confluiti in INPS e ce ne sono circa 1000 che la legge considera "sine titulo", malgrado che, per reddito e condizione sociale, avrebbero titolo a stare in quegli alloggi invece dei vari Patroni Griffi.
Deboli con i forti e forti con i deboli: a queste famiglie non viene riconosciuta neanche l'applicazione della legge, che prevede sconti e tutele, e, nel caso dei senza titolo, pende sempre l'incubo dello sgombero.
Anzi, come le commedie dell'assurdo, avviene il contrario del ragionevole: non si rinnovano gli affitti scaduti, non si fanno le successioni dei contratti in caso di morte del titolare, ecc: così, progressivamente tutti tendono a diventare "sine titulo".
Ma chi ci guadagna ? Apparentemente ci rimettono tutti: gli inquilini che vivono in una apprensione quotidiana, gli enti che non incassano, lo Stato che potrebbe avere delle rilevanti entrate.
Eppure, si va avanti così e malgrado mobilitazioni e manifestazioni che si susseguono, tutto rimane apparentemente fermo, una palude stagnante e maleodorante.
Sembra il comma 22: Il Ministero del Lavoro dice che deve intervenire l'Economia, l'Economia chiama in causa il Ministero del Lavoro, l'INPS chiede lumi a tutti e due.
Ma il puzzo fa fare capolino a una nuova operazione di finanziarizzazione in allestimento: il conferimento a fondi immobiliari a gestione privata. Un nuovo colpo di magia che trasforma i mattoni in titoli, azioni, valori, un nuovo affare per cordate finanziarie, banche, asset di potere, con l'aggiunta del "solito" clamoroso conflitto di interessi: guarda caso, il Presidente dell'INPS è il Presidente di Idea FIMIT, una SGR che gestisce un portafoglio (così si chiamano i mattoni trasformati in titoli) di alcuni miliardi di euro di immobili di enti pubblici e privatizzati.
Intanto con i mattoni si continuano a fare gli affari sporchi: il vertice dell'ENPAM (ente previdenziale dei medici) viene indagato per operazioni finanziarie poco pulite, fondi tossici, supervalutazioni di immobili, plusvalenze sospette. E in generale, mentre manca un investimento pubblico sulla questione abitativa, tutti gli enti, dismettono la loro funzione di calmiere del mercato e di fornitore di un stock di abitazioni in affitto a prezzi sociali e si comportano come speculatori.
Per noi il diritto alla casa, come il diritto al lavoro, è la vita delle persone.
Chiediamo un'altra strada: tutti parlano di social housing, quando c'è da speculare su aree da cementificare. Perché invece non parliamo della risoluzione del disagio abitativo a partire da quello che c'è e che la speculazione vorrebbe toglierci, cioè le case degli enti previdenziali?
Noi chiediamo a forze politiche, rappresentanti istituzionali e degli organismi elettivi, sindacati, forze sociali di esprimersi e di mettere in campo una iniziativa unitaria, a partire da questa vicenda allucinante degli enti previdenziali e per allargare il discorso al tema dell'utilizzo del patrimonio pubblico e di tutti quegli enti partecipati, controllati o vigilati dal pubblico, per impedire una nuova SCIP moltiplicata per dieci.

Promuovono
Action diritti in movimento, Unione inquilini, comitato inquilini INPS del IV, IX e X Municipio

Partecipano: Roberto Morassut (Deputato), Claudio Bucci (consigliere regionale), Fabio Nobile (Consigliere Regionale), Gianluca Peciola (Consigliere Provinciale), Marco Miccoli (Consigliere Provinciale), Andrea Alzetta (Consigliere Comunale), Sandro Medici (Presidente Municipio X), Eugenio Stanziale (segreteria CGIL)

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